Project Description

Carovigno

TORNA A LUOGHI DA SCOPRIRE

20 minuti dal Trullo della Pace

Carovigno sorge su un colle fortificato con mura megalitiche, che attualmente costituisce buona parte del quartiere medievale. Fu abitata fin dalla prima età della Pietra e sono presenti, infatti, molti interessanti ritrovamenti del Paleolitico e del Neolitico e testimonianze di insediamenti umani.

Da visitare:

CASTELLO DENTICE DI FRASSO

Il castello di Carovigno sorge sul punto più alto del paese.
La struttura, sorta sul finire del XII secolo come fortezza militare ha subito numerose modifiche fino a diventare una ricca residenza nobiliare nel corso del ‘700. Al fianco del Castello si trova la Chiesa di S. Anna, questa fu costruita dalla famiglia Imperiali nel XVIII secolo ed aveva funzione di cappella privata.
La scelta della posizione fu dovuta a necessità logistiche, in quanto strategicamente più adatta alla difesa: dall’alto delle torri si domina, infatti, tutta la fascia costiera che va da Torre Canne sino a Brindisi.
Il primo piano del Castello di Carovigno è stato lasciato attrezzato come in passato, dalle stanze da letto al salone principale con un elegante caminetto. Resta ssociato principalmente alla famiglia Dentice di Frasso proprietaria sul finire del Settecento. Al fianco del Castello si trova la Chiesa di S. Anna, questa fu costruita dalla famiglia Imperiali nel XVIII secolo ed aveva funzione di cappella privata.
Grazie a dei volontari è possibile visitare il castello ad orari prestabiliti, inoltre sono possibili, su prenotazione, tour guidati nel centro storico di Carovigno, il cosiddetto “Rione Terra”, e in alcune tra le chiese più antiche del borgo.

Per informazioni e prenotazioni
Visita Castello: Tel. 0831 997213
Tour guidati: Tel. 320.9653918
e-mail: scv_carovigno@libero.it

Chiesa del Carmine

Edificata nel 1625, venne costruita come residenza per i Padri carmelitani in procinto di trasferirsi dal Convento del Soccorso. La chiesa detta poi successivamente del Carmine era posta all’esterno delle mura della città e per i rifornimenti d’acqua poteva sfruttare una caditoia posta sul terrazzo.
All’ingresso si può ancora osservare l’originale portale d’ingresso risalente alla prima metà del XVIII secolo, opera probabilmente degli stessi carmelitani. All’interno invece sono distribuite otto cappelle affrescate e distribuite lungo l’unica navata della Chiesa del Carmine, inoltre sono presenti diverse tele, le più preziose delle quali sono il S.Antonio da Padova del Cunavi, e un S.Michele Arcangelo e una Sacra Famiglia di firme ignote.

Santuario della Madonna del Belvedere

A circa 3 chilometri da Carovigno, immerso nel verde della Valle d’Itria, il Santuario della Madonna del Belvedere si adagia a circa 100 metri di altitudine, avamposto cinquecentesco di uno straordinario sistema di grotte naturali, un tempo abitate dai monaci basiliani. Edificato in seguito al ritrovamento dell’icona della Vergine, il Santuario è stato rimaneggiato in stile neoclassico e, al suo interno, una scalinata di 47 gradini conduce alla cripta superiore, ornata dall’affresco cinquecentesco della Madonna. Scendendo ancora, si arriva nella cripta inferiore, con l’affresco trecentesco in stile gotico senese, e il secondo affresco, a ornamento dell’altare barocco.

Il Santuario è la tappa finale del corteo della “’nzegna”, una coreografia acrobatica di vessilli e bandiere, celebrata il lunedì, il martedì e il sabato dopo Pasqua. Il gioco è una commemorazione del ritrovamento dell’icona della Vergine e simboleggia lo sventolio del fazzoletto colorato che un giovane pastore sventolava per la gioia.

Link Tripadvisor – Santuario Madonna Belvedere

Castello di Serranova

A circa 9 chilometri da Carovigno, vi è un piccolo borgo, Serranova.
Lo sovrasta, da tempo immemorabile, una masseria fortificata divenuta castello per le ristrutturazioni operate nel tempo dai vari signori, sino a giungere all’ultimo, il principe Dentice di Grasso, che ne fece la sua residenza estiva.
La costruzione del castello di Serranova, poi ristrutturato dal feudatario Ottavio Serra nel 1629, risale al 1350.

Per informazioni sulle visite telefonare a:

  • Ufficio Turismo Comune di Carovigno – Tel. 0831.997213
  • Pro Loco di Carovigno – Tel./Fax 0831.991900

Castello di Serranova – Link ad ulteriori informazioni

Torre Santa Sabina

Torre Santa Sabina è una località costiera appartenente al comune di Carovigno (a circa 3 Km) ed era un antico scalo usato come porto che doveva avere una certa rilevanza per via della cava di pietra presente in zona, materiale importante per i commerci dell’epoca. Quasi certo che il sito in passato venne colpito da due maremoti tra il XVII e il XVIII secolo. Oggi invece è principalmente un centro di turismo balneare con le sue spiagge. Questa località prende il nome dall’omonima torre cinquecentesca.

La torre ha la forma di una stella con gli spigoli orientati verso i punti cardinali. Il territorio di Torre Santa Sabina è frequentato sin dall’età del bronzo, l’insenatura sulla quale insiste infatti era il porto dell’antica città messapica di Carbina, il tutto è confermato dai numerosi reperti ritrovati sui fondali.

Sono presenti alcuni alberghi e villaggi turistici e le spiagge sono servite da stabilimenti balneari attrezzati.
Le spiagge più conosciute sono: la Gola, con scogliere alte e scoscese, è il posto ideale per chi non predilige la sabbia ed i luoghi affollati. I Camerini è la spiaggia cittadina di Torre Santa Sabina, è molto larga ed il fondale sabbioso è basso, risulta ideale per le famiglie con bambini. La spiaggia del Cavallo prende il nome da uno scoglio di fronte alla stessa che richiama l’animale; per ultima vi è la spiaggia della Mezzaluna, che deve il nome alla sua particolare forma, anche questa è sabbiosa cosa che rende l’accesso al mare semplice per tutti.

All’estremità della spiaggia vi è un’area archeologica costituita da dune fossili e da grotte utilizzate durante il neolitico.

  • Mercato settimanale: Martedi

  • Guardia medica: tel. 0831 995505

  • Lunedì, martedì e sabato dopo Pasqua: Festa patronale di Maria Santissima di Belvedere, durante la quale si svolge la battitura della “Nzegna”

  • Corpus Domini: il Vescovo porta in processione il Sacramento per le vie principali della città montando su un cavallo bianco parato

  • 13 maggio: Serranova, Fiera del bestiame, in concomitanza con la Festa del Santo Crocifisso

  • 1° fine settimana di agosto: Festa di santa Maria Goretti

  • 1ª domenica di agosto: Fiera della Madonna dell’Uragano

  • 17 agosto: Festa della Madonna dell’Uragano

  • Ultima domenica di agosto: Santa Sabina, Festa patronale di santa Sabina

  • 1ª settimana di settembre: Processione a mare dei santi protettori, che si svolge in occasione dei festeggiamenti dei santi patroni della città, san Teodoro d’Amasea e san Lorenzo da Brindisi

  • Dicembre: Manifestazioni natalizie nel borgo medievale.

CURIOSITA’: LA LEGGENDA DELLA “NZEGNA”

Nella tradizione è una festa popolare e religiosa legata al culto della Madonna SS. Maria di Belvedere.
Racconta la leggenda del rinvenimento dell’immagine della Madonna, all’interno di una cripta di natura basiliana, sul colle di Belvedere, per ispirazione di un signore di Conversano che, gravemente ammalato, ebbe, in sogno, la visione di «una Matrona vestita di stelle» che lo invitava a recarsi a Carovigno in una grotta della contrada di Belvedere a rinvenire la sua immagine. Il signore, essendo impossibilitato a muoversi, pregò un suo mandriano di recarsi sul posto indicatogli dalla Madonna, alla ricerca del prezioso affresco. Dopo una lunga e infruttuosa ricerca, il mandriano era sul punto di tornare dal suo padrone, quando si accorse di aver smarrito una giovenca. Preoccupato, prese a rifare il cammino percorso sino a quel punto. Dopo un po’ di tempo scorse una grotta che non ricordava di aver visitato.

Spinto dalla curiosità ne attraversò l’ingresso e, con sua grande meraviglia, vide la giovenca che credeva smarrita “ginocchioni” all’interno della grotta, di fronte al dipinto della Madonna. Racconta, ancora, la leggenda che il mandriano, preso da grande emozione e da immensa gioia, prese a lanciare in aria il suo bastone a cui aveva legato un fazzoletto di vari colori, per attirare l’attenzione dei contadini vicini e comunicare loro il miracolo di cui era stato testimone.

Altre fonti, questa volta scientifiche, dimostrano che il dipinto della Madonna di Belvedere è di origine bizantina, realizzato dai cristiani che, a seguito dell’editto del 726 d.C. emanato dall’imperatore d’Oriente Leone Isaurico Iconoclasta contro il culto delle immagini sacre, rifugiati nelle grotte rupestri celebravano le funzioni religiose venerando le immagini che dipingevano essi stessi.
La bandiera della “Nzegna”, o “insegna mariana”, di forma quadrata con disegni a triangolo di vari colori, reca al centro la rosa mistica bizantina associata all’immagine della Vergine.