35 minuti dal Trullo della Pace

Il paese, in posizione collinare (394 metri sul livello del mare), si affaccia sulla splendida Valle d’Itria, culla della cultura architettonica dei trulli.
La cosa migliore da fare a Cisternino è girovagare per le stradine del paese.
Poi, quando, si arriva davanti la Chiesa Madre di San Nicola val la pena entrare e dare un’occhiata: il Rinascimento ha lasciato qualche traccia artistica all’interno di questa chiesa, per mano dell’artista Stefano da Putignano.
Una Foto merita la spendida vista sulla Valle d’Itria che si gode dalla grande “terrazza” situata lungo la via principale del paese.

Da visitare:

Chiesa Madre di San Nicola

La principale e la più bella chiesa di Cisternino è la Chiesa Madre di San Nicola di Patara, poco distante da Pizza Garibalid, che venne eretta sul luogo di culto dei monaci basiliani, ma che nel corso dei secoli ha subito modifiche e rifacimenti che ne hanno alterato il primitivo aspetto medievale.

WEB: http://www.visitcisternino.it/it/scopri/chiesa-madre-di-san-nicola-di-patara-053.html

Torre dell’Orologio

Simbolo di Cisternino, la torre fu costruita nel 1850 dai maestri Curri di Alberobello. La facciata, divisa in più ordini, presenta diverse aperture e l’orologio, il tutto coronato da un fastigio, definito da una cornice curvilinea, con un pinnacolo in metallo.

INDIRIZZO: Via Tarantini, 2-19 – 72014 – Cisternino

 

Palazzo Vescovile

Il palazzo fu costruito nel 1560 dal vescovo del periodo, F. O. Preconio e fu ampliato dal suo successore, il vescovo A. Porzio, nel 1583.

WEB: http://www.visitcisternino.it/it/scopri/il-palazzo-vescovile-049.html

 

Santuario della Madonna d’Ibernia

A circa 3 chilometri dal centro abitato di Cisternino, in direzione Monti, vi è il famoso Santuario della Madonna d’Ibernia del XII secolo di stile romanico, sorto sui resti di un preesistente cenobio basiliano costruito non distante dal tempio romano dedicato alla dea della fertilità Cibele.

  • Mercato settimanale: Lunedi

  • 17 gennaio: Fiera di sant’Antonio Abate.

  • Martedì prima di Pasqua: Fiera del Martedì Santo.

  • Lunedì di Pasqua: Pasquarèdde è una delle sagre che il folclore cistranese mette più in risalto per il carattere gioioso che infonde in tutta la popolazione.

  • 13 giugno: Festa di sant’Antonio da Padova.

  • 15 luglio: Fiera dell’Aia e di san Quirino.

  • Agosto: Sagra delle orecchiette. È quasi una festa familiare per l’allegria che coinvolge parenti e amici. L’ospitalità cistranese non esclude i molti turisti presenti, trascinandoli nei loro balli e canti, mentre si consumano enormi piatti di orecchiette, gustosissima pasta pugliese per eccellenza, conditi con un ragù preparato con carni bovine, suine ed ovine.

  • Agosto: Sagra del coniglio. È la festa della fertilità per eccellenza. Il coniglio, cotto alla brace, o al forno, o, ancora, con intingoli di vario sapore accompagna i primi piatti locali.

  • Settembre: la Sagra dell’uva costituisce forse ancor più un momento di allegria. L’uva è il simbolo della prosperità, dell’abbondanza. Grappoloni di uva gialla e nera vengono distribuiti dai viticultori a tutti i partecipanti a questa grande festa, mentre i fanciulli, tra canti e danze, ballano nei tini.

  • 8 settembre: Fiera della Bomminella.